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Sito del Volto santo di Manoppello
• I LIBRI
Titolo   
I LIBRI SULLA STORIA DEL VOLTO SANTO

IL VOLTOSANTO DI MANOPPELLO
(Storia, devozione, ricerca)
a cura di P. Germano Di Pietro
Il primo libro scritto da Padre Germano Franco Di Pietro rettore del Santuario dove si presenta la storia del Velo alla luce della tradizione e degli ultimi studi fatti.

IL VOLTOSANTO DI MANOPPELLO
a cura di Heinrich Pfeiffer
Carsa Editore, 2000, pp.112

Il nuovo libro sul Volto Santo vuol rispondere a questa domanda: si trova a Roma o a Manoppello il Velo della Veronica? L’autore, il P. Heinrich Pfeiffer, non ha dubbi che sul pezzo di stoffa che si venera ancora oggi nella basilica di San Pietro a Roma non si trovi nessuna traccia di un’immagine, è un fatto ormai strasaputo. A Manoppello invece è custodito un Velo finissimo con l’immagine più viva e più espressiva di Gesù in tutto il mondo. Nessuno sa spiegare il processo secondo cui si è formata l’immagine. Le indagini, in parte di una suora tedesca trappista, Blandina Paschalis Schlömer, in parte fatte dallo stesso autore, hanno accertato quattro cose:
- Il volto sul Velo è perfettamente sovrapponibile al volto della Sindone, e questo in scala 1:1.
- Il Velo con il suo volto altro non è che la Veronica romana creduta smarrita.
- Il volto sul Velo di Manoppello è, insieme con la Sindone, il più importante modello per le raffigurazioni di Cristo nell’Oriente e nell’Occidente cristiano.
- Il Velo con il volto di Cristo non può essere giunto a Manoppello già nel 1506, come sostiene il P. Donato da Bomba nella “Relatione Historica” ma, piuttosto, un po’ più di cento anni dopo.



SAVERIO GAETA

Il volto del Risorto
Ed. San Paolo (speciale per Famiglia Cristiana),
2005, pp. 70


PAUL BADDE
La seconda Sindone.
La storia del vero volto di Cristo nel primo libro dedicato ai misteri del velo di Manoppello.
Newton Compton Editori, 2007, pp. 283, 14,90 €

Un santuario arrampicato sui monti dell'Abruzzo custodisce un'immagine che potrebbe rivoluzionare la percezione dell'iconografia cristiana. Si tratta di una reliquia conosciuta con il nome di "Velo di Veronica" o, prendendo spunto dalla località in cui si trova, "Velo di Manoppello". Sulla superficie impalpabile del velo compare un disegno che nessuna mano umana ha mai potuto tracciare: si tratta della rappresentazione nitida del vero volto di Cristo, ammirata e venerata da migliaia di fedeli ma, inspiegabilmente, invisibile allo spettroscopio. Ad aumentare la carica misterica dell'oggetto, poi, ci sono le somiglianze e analogie tra il volto impresso sul Velo di Manoppello e quello immortalato dalla Sacra Sindone di Torino. Il libro di Paul Badde ritrova la miracolosa immagine di Manoppello tra le pieghe di una leggenda che vuole l'imperatore Tiberio soccorso e guarito da una reliquia che, attraverso il terzo successore di Pietro, sarebbe giunta a Roma attraendo folle di pellegrini. Da allora, papi, imperatori, guerrieri e semplici credenti hanno accompagnato il percorso dell'icona, sulla cui natura sussistono interrogativi che la scienza non è in grado di spiegare e che la religione supera invocando l'opera dello Spirito Santo.



SR. BLANDINA PASCHALIS SCHLÖMER

Jesus Christus
im selbstzeugnis Seiner Grabtücher - Atlas


ALESSANDRO ANGELI (a cura di)
La devozione al santo volto di Cristo
nell'iconografia delle immaginette sacre
Edizioni Velar, 2007, pp. 114

Ecco un libro davvero originale. L’autore, partendo da piccole immagini devozionali, scelte e ordinate in modo sapiente, non solo fa la storia della devozione al volto di Cristo, ma ne trae elementi per la riflessione e la preghiera. Nella presentazione del libro il Cardinale Fiorenzo Angelini, ideatore dell’annuale Congresso internazionale sul Volto di Cristo, loda l’autore per tale iniziativa e invita il lettore a non ritenere questo genere di cose appartenenti ad una iconografia sacra “minore”. In realtà i “santini” sono le immagini che di più si custodiscono con affetto, suscitano le migliori emozioni spirituali ed aiutano ad essere meglio “contemplatori del volto di Cristo”. Padre Heinrich Pfeiffer, nella prefazione, ricorda quello che da sempre sostiene e cioè che i due volti che hanno fatto da modello a tutte le immagini del volto di Cristo nei secoli passati dai primi fino al XIV, sono la Sindone di Torino ed il Volto Santo di Manoppello. Il lavoro si articola in tre parti: A) Aspetti storici della devozione al Volto di Gesù; B) Iconografia del Volto attraverso le immaginette, i santini e le medaglie; C) Eucologia delle immaginette sacre: promesse, preghiere, invocazioni e pensieri. Il linguaggio è semplice, scorrevole, facile a capirsi e a volte avvincente. Ma soprattutto, nel presentarle, fa parlare le immagini. Non mancano i riscontri e le citazioni autorevoli, che ben si combinano con ciò che l’autore mette di personale. Alcune delle pagini più toccanti sono quelle relative ai suoi ricordi personali, che coinvolgono il lettore a rievocare anche le loro passate esperienze. Tra le tante ho scelto quella che mi sembra riassuma bene il pensiero centrale dell’autore, che riporto qui di seguito (Cfr. pag. 35). “Il santino, nella sua diffusione secolare, è stato in passato una sorta di fotografia dell’immagine religiosa. Il santino è la proiezione della fede nella devozione popolare, capace di catturare — in un foglietto di carta — una immagine ad alto contenuto spirituale quotidianamente vissuto dall’uomo e per l’uomo. Il santino composto di materiale cartaceo, è così chiamato per la sua piccola misura. Cercare, trovare e possedere tra le mani un santino, mi fa pensare a quanti devoti lo hanno potuto conservare con cura nei portafogli o nei libri; a quanti soldati in pace e in guerra, al fronte, nelle trincee, lo hanno portato nei loro taschini; a tutti quelli che, laici o religiosi, l’hanno sistemato nei loro breviari, appoggiato sui mobili, vicino ai candelieri sull’altare, sopra i canterani, sopra i letti di casa, nelle carceri e negli ospedali, sulle cassepanche, appeso dentro le botteghe impreziosito da ghirlande di fiori, sui laterali interni delle carrozze trainate dal cavallo, sulle porte, nelle borse da lavoro, inserito all’interno dei cappelli, nei testi di scuola, nelle giacche. I santini, impregnati di preghiere profuse, devotamente baciati, hanno potuto percorrere la storia del mondo, attraversando il tempo, salvandosi da terremoti e altre catastrofi naturali, da guerre, da migrazioni. Chissà per quanti sono stati l’ultima immagine che hanno potuto vedere, imprimerla nella mente prima di chiudere gli occhi per sempre, nella certezza di rimirare finalmente il “Volto” così a lungo venerato attraverso il santino. Per quanti ancora è stato gioia benedicente, salvezza di anime tentennanti, anime riportate sulla retta via. Il santino diviene talmente personale per chiunque lo possieda, da rimanere unico, irripetibile per colui che lo guarda nel silenzio del proprio animo, destinatario di confidenza delle sue pene. I santini portano con sé tutto l’amore di chi ha creduto, sollecitando la fede in noi uomini del terzo millennio, per i valori che riescono a trasmettere. Sono dei messaggeri di pace e dell’amore infinito di Dio, raccontano pagine e momenti del Vangelo, raccontano la devozione a Colui che, Volto tra i volti, è venuto in mezzo a noi per essere cercato, amato, imitato, per offrirsi per l’Umanità intera. Sono piccoli fogli di carta, ma grandi testimoni: di carta più o meno lavorata, più o meno pregiata, con incisioni dalla tecnica più varia, o a stampa applicata, arricchita da ritagli, a punzone su carta, con dei particolari alcuni coloratissimi, provenienti da vari paesi, da epoche diverse. Hanno fatto parte di collezioni private smembrate e disperse nel tempo, raccolti chissà quante volte, custoditi gelosamente; ancora oggi ci parlano riuscendo a raccontare i sentimenti di amore, di adorazione, di disperazione, di ricerca di aiuto per sé e per gli altri, di suppliche, di lacrime di gioia per intercessioni premiate o di lacrime di disperazione per intercessioni considerate inascoltate. Raccontano la semplicità dell’uomo che si porta dentro i valori della famiglia e che ha vissuto con convinzione i Sacramenti della Chiesa, tramandando, di secolo in secolo, il messaggio di Dio fattosi Uomo”.
P. Carmine Cucinelli


MICHELE GIULIO MASCIARELLI
Il mistero del volto:
Piccola teologia del volto del Signore
Edizioni San Paolo, 2008, pp .104, € 9,00

Il libro del sacerdote, teologo e insegnante dell’Archidiocesi di Chieti Vasto, Michele Giulio Masciarelli, già parroco di Manoppello, è il primo in assoluto a parlare della teologia del Volto del Signore. Si sa che nella Sacra Scrittura il fedele è invitato spesso a “cercare il volto di Dio”, e che a volte lo stesso fedele supplica Dio affinché non gli nasconda il volto. Il “volto” viene nominato più di 2100 volte. Cosa significa, allora “volto di Dio”? Dio ha veramente un volto? Si può vedere il volto di Dio? L’autore divide il lavoro in tre parti: I - Un Dio di volti; II - Il volto pasquale di Gesù; III - Preghiere al Volto Santo di Cristo; Appendice. Inizia descrivendo il passaggio che si ha nella Sacra Scrittura da un Dio che si rivela con la “Parola” (il popolo ascolta) a un Dio che si rivela con un “volto”, essendo il vivente. Egli vede, specialmente i segreti dei cuori e vuole relazionarsi con l’uomo faccia a faccia, con gli occhi negli occhi. Dio è una “Persona”, ma rimane un mistero, è come la nube luminosa e oscura che svela e nasconde. Ma chi è degno di cercare e vedere il volto di Dio? Chi ha mani innocenti e cuore puro (lo ha ricordato anche il Papa Benedetto XVI a Manoppello il 1° settembre 2006). L’uomo come creatura ha il costante desiderio di vedere il volto del Creatore, come figlio ha la nostalgia del volto del Padre. Ma in concreto il volto del Padre si manifesta nel volto del Figlio. Nella umanità di Cristo, nel volto di Cristo si trova il “luogo” dove vedere, incontrare il volto del Padre in modo visibile, udibile, palpabile. Lo dice chiaro Gesù all’Apostolo Filippo: “Chi vede me, vede il Padre”. Il compito di Gesù è proprio quello di rivelare il Padre. Nel Vangelo Gesù nomina il Padre circa 170 volte. Tutto ciò è stato possibile per mezzo dello Spirito Santo, il “Dio senza volto”. Lui ha formato il “volto umano” di Cristo nel seno della Vergine Madre. Lui lo rende presente nelle Sacre Scritture, le quali sono come un corpo “più universale e più spirituale”, un corpo con un volto di Cristo profeta, maestro. Lo Spirito Santo forma anche il “volto ecclesiale” di Cristo, chiamato dai teologi “corpo mistico”. È sempre lui che forma il “volto eucaristico” di Cristo, Egli trasforma il pane in corpo di Cristo ed il vino nel suo sangue. Infine lo Spirito Santo fa conoscere il volto di Cristo a tutte le generazioni, rende contemporaneo il Cristo e dà ai volti degli uomini il volto di Cristo. La seconda parte tratta del volto pasquale di Cristo, visto nella passione, morte e risurrezione. Volto, significa orientato a…, rivolto a…, diretto a… Così Gesù si avvia deciso verso il compimento della sua missione terrena a Gerusalemme, con volto “indurito”. Durante la passione nel Getsemani cade bocconi, con la faccia a terra, durante la flagellazione gli coprono il volto, gli sputano in faccia, diventa il Servo “afono” e “senza volto”, viene presentato alla folla con volto sfigurato: “Ecce Homo”, ( Gesù è caricato del “volto” del peccato dell’uomo), infine crocifisso. Lì sulla croce è guardato, ed anche Lui guarda con occhi di misericordia sua Madre Maria e l’Apostolo Giovanni. Il volto di Gesù, dopo la Risurrezione, diventa il volto glorioso del Signore, preannunciato dall’episodio della Trasfigurazione, icona della speranza, è il volto luminoso del Risorto, il massimo della bellezza e l’anticipo della gloria futura dell’uomo. Dopo tutta quasta teologia, viene spontaneo elevare a Dio la nostra preghiera. Ecco il contenuto della terza parte del libro, che si conclude con la preghiera al Volto Santo di Manoppello del Papa Benedetto XVI. Il libro è adatto sia agli addetti ai lavori, sia ai semplici lettori e devoti del Volto Santo. Anche se il taglio è teologico, con tante citazioni bibliche, patristiche e di altro genere, possono trovare pascolo tutti e trovare tantissimi spunti di riflessione e di meditazione sul mistero del volto di Cristo. Pensiamo che l’autore abbia espresso il massimo di se stesso, raggiungendo un ottimo risultato. Merita perciò la nostra stima e l’incoraggiamento. Ad maiora!
P. Carmine Cucinelli


Centro Studi MAMRE
La meravigliosa storia del
Volto di Cristo
Edizioni Mondolibri

Questo il titolo di un nuovo libro a cura del Centro Studi MAMRE, pubblicato dall’editore Mondolibri di Milano, che arricchisce lo “scaffale” degli studi e delle ricerche sul Volto Santo. Sin dalla copertina – viene proposta la combinazione di immagini Sindone-Volto Santo – sulla quale si svilupperà l’opera, secondo una impostazione prevalentemente unitaria, intorno al tema unificante rappresentato dal percorso di ricerca del Volto di Cristo. Il fine della pubblicazione – come spiegato nella introduzione di Luca De Angelis – è quello di “offrire al lettore e al devoto un semplice prodotto, sintetico ma , speriamo, intenso, che lo aiuti a districarsi nel mare magnum delle notizie che riguardano la Sindone e gli altri sudari tradizionalmente riferibili all’immagine di Gesù”. I riferimenti alle ipotesi sul Volto Santo si basano su una sintetica sintesi delle tesi di p. Pfeiffer, sr. Blandina e soprattutto di Paul Badde – relativamente alla possibile identificazione della reliquia di Manoppello con la Veronica. Non mancano richiami al saggio di Saverio Gaeta e anche alle elaborazioni nella sovrapposizione delle due immagini operate da p. Andreas Resch.. L’autore attribuisce alla visita di Benedetto XVI il significato di una sostanziale “consacrazione” del velo custodito a Manoppello. Il discorso papale è integralmente riportato nel saggio. Una ampia sezione del libro è dedicata ai documenti – tra i quali sono compresi la “Relatione Historica” di p. Donato da Bomba e il discorso tenuto dal Papa a Manoppello, in occasione della sua visita del primo settembre 2006. Completa la pubblicazione una rassegna di preghiere, novene e suppliche al Volto Santo. Un libro agile e di facile lettura che consente al lettore una conoscenza essenziale di documenti e studi diretti a favorire la ricerca del Volto di Gesù. Per quanto riguarda le indagini scientifiche – l’autore avverte che l’aver trascurato le indagini scientifiche non vuol dire per questo trascurare la loro importanza, ma semplicemente che si è voluto privilegiare la ricerca di quel Volto: “è questa ricerca, è questo desiderio, ciò che importa, soprattutto alla dinamica della fede”.
Antonio Bini




 
 
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