Il
libro di Paul Badde
IL
RITORNO DELLA VERONICA
Antonio
Bini
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E’
recentemente uscito in Germania, per l’editore Ullstein di
Berlino, l’importante libro di Paul Badde dal titolo “Das
Muschelseidentuch” (in italiano: “Il Velo di seta della
conchiglia”, con sottotitolo “Alla ricerca del vero Volto
di Gesù”).
Non si tratta di un testo scientifico, ma
di un ricostruzione, o meglio di un racconto storico che in forma
narrativa combina vari elementi, da quelli strettamente religiosi a
quelli che si sviluppano sui sentieri del mistero che accompagnano da
sempre la storia millenaria di Gesù di Nazareth.
Lo stesso
autore ha svolto la sua attività e quindi vissuto negli anni
scorsi nei luoghi della vita di Gesù, quale inviato del
quotidiano tedesco Die Welt da Gerusalemme.
Le
capacità narrative dell’autore e l’importanza
della casa editrice ne fanno un libro destinato a tutti, con
l’avvertenza che si tratta comunque di un testo rispettoso
della storia del Volto Santo di Manoppello e delle ricerche sin qui
effettuate.
Il suo incontro, pressoché casuale con il Volto
Santo di Manoppello è legato ad una deviazione, mentre era
diretto il primo maggio 2004 a San Giovanni Rotondo, per scrivere un
articolo in concomitanza con l’inaugurazione della nuova chiesa
disegnata dall’architetto Renzo Piano. Incontrando in
autostrada il cartello con il nome del paese, aveva pensato bene di
fare una breve visita al Santuario, di cui aveva sentito parlare.
Quella
che doveva essere una visita per soddisfare una semplice curiosità,
si è sviluppata in una straordinaria tensione emotiva,
spirituale e di ricerca personale, che lo ha portato a frequentare
assiduamente Manoppello, a conoscere persone, a documentarsi, a fare
ipotesi, ecc.Un percorso a tappe accompagnato da importanti articoli
pubblicati sul quotidiano Die Welt, poi ripresi da molte altre
testate, anche in Italia.
Per
importanza, è opportuno richiamare la divulgazione della tesi
legata alla possibile identificazione del tessuto del Velo nel bisso
marino, prezioso e antico tessuto di cui parlano anche i Vangeli, ad
opera della maestra di bisso Chiara Vigo (Die Welt
23.9.2004).L’articolo non rimane uno “scoop”
isolato.
Attraverso
le pagine di un altro quotidiano tedesco emerge il rapporto di
conoscenza con il Cardinale Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI,
che allora abitava non lontano dalla residenza romana del
giornalista. Una sera è proprio il futuro Papa a chiamare il
giornalista intento a portare la spazzatura in un cassonetto (“Herr
Badde”). Nell’articolo rende pubblico il particolare del
piccolo gomitolo di bisso marino prestato al Cardinale, nel frattempo
diventato Papa, in concomitanza con il racconto della tesi del bisso
marino. (cfr. Berliner Morgen Post del 21 aprile
2005)
Rafforza l’idea di scrivere il suo libro su
Manoppello, prendendo contatto con gli studiosi tedeschi che si sono
occupati della reliquia (e quindi innanzitutto con il prof Pfeiffer e
sr. Blandina).
Come per entrare in sintonia con il Volto Santo,
chiede di trascorrere un periodo in una cella del Convento, tra
studio e meditazione, alimentandosi per dieci giorni solo con acqua e
miele, al fine di mantenere la massima concentrazione possibile
!
Incontro Paul Badde durante quel periodo e senza problemi gli
metto a disposizione la documentazione in mio possesso.
Parliamo
del Volto Santo e non costituisce certo una difficoltà la sua
limitata conoscenza della lingua italiana, tanto è forte il
desiderio di capire.
Avverto subito la Sua straordinaria dedizione
e quanto sia preso dal fascino della reliquia. Ma l’ho visto
anche pregare intensamente, con la moglie Ellen, come per cercare
ispirazione.
Un’altra esperienza personale che Badde ha
potuto e voluto raccontare ha riguardato la possibilità di
accedere – il 13 marzo scorso – nei locali del Vaticano
in cui è conservata l’immagine la Veronica.
Si è
trattata di una circostanza eccezionale, considerato che non viene
permesso a nessuno di accedere da vicino all’immagine.
Badde
cosi racconta la sua esperienza ”Il sagrestano aprí
l’ultima porta di una camera blindata. In alto, in uno dei
quattro pilastri che reggono la cupola di San Pietro, il sagrestano
toglie una tenda di broccato ricca di ricami e indietreggia di fronte
a quella piú nascosta e piú segreta camera dei tesori
del duomo. Nell’ombra riconosco subito il velo della Veronica:
il piú nascosto tesoro del Vaticano. Mai un giornalista ha
potuto vedere da vicino la piú importante reliquia della
cristianitá – come del resto quasi nessun altro comune
mortale”.
Ma quando poi può finalmente
avvicinarsi alla reliquia non può far altro che constatare che
“non si vede assolutamente niente. E´ un oggetto in
disfacimento: un panno scuro e macchiato senza alcun contorno, senza
alcun disegno o colore o tracce di un’immagine. Non c’é
un volto, neanche l’accenno di un volto”. (crf.
Die Welt, 22 marzo 2005).
A Badde non è stato
consentito fare fotografie, ma solo di misurare le dimensioni
dell’immagine, scoprendo che sono superiori a quelle che
avrebbe potuto contenere l’antico reliquario della Veronica,
esposto nel Tesoro di San Pietro.
Questa
scoperta lo porta con più determinazione a concentrarsi sul
mistero del Volto di Manoppello.
Il
libro – che riprende e sviluppa questi argomenti, ma parla
anche della vita semplice della piccola comunità dei
Cappuccini, della devozione popolare, della gente di Manoppello da
secoli legata alla reliquia – è stato finito di
pubblicare il 23 settembre 2005, una data che coincide con il suo
primo articolo sul bisso e quindi sul Volto Santo, apparso giusto un
anno prima.
Per
Badde queste date riportano inevitabilmente alla data della morte di
Padre Pio.
Ed
a Padre Pio da Pietrelcina è dedicato un apposito capitolo del
suo libro, in rapporto al Volto Santo – tramite
l’indimenticabile figura di padre Domenico da Cese, che abbiamo
ricordato nel precedente numero del Bollettino, in occasione del
centenario della sua nascita.
In
questi giorni il libro è stato recensito da importanti
giornali tedeschi. Tra questi si segnalano gli articoli di Paul E.
Martin sul popolare quotidiano BILD (cinque milioni di copie) del
29.9.2005 e di Alexander Smoltczyk sull’autorevole settimanale
Der Spiegel (n.41/2005), magazine spesso ferocemente critico nei
confronti della Chiesa (e delle cose italiane), che pure definisce
l’opera “un giallo culturale, pieno di suspense e
intrecci, a mo’ di Dan Brown”. Il riferimento può
essere valido per lo stile letterario e per la capacità di
ingenerare curiosità nel lettore, ma per l’approccio
storico non a niente a vedere con le manipolazioni dell’autore
del “Codice da Vinci”.
Il
libro è stato recensito anche da Ludwig Walműller della
Radio di Vaticana – nella edizione il lingua tedesca. Tale
circostanza è emblematica della correttezza del lavoro dello
scrittore, nonostante alcune deduzioni sostenute dal Badde potrebbero
risultare imbarazzanti per il Vaticano.
Nel
momento in cui viene scritto questo articolo, l’uscita del
libro viene segnalata in Italia dal settimanale L’Espresso del
1 dicembre, con un articolo di Stefano Vastano.
C’è
da sperare, infine, che il libro sia presto realizzato anche in
lingua italiana da una importante casa editrice, quanto quella
tedesca.
Il
Papa, che ha voluto al suo fianco Paul Badde nell’aereo che
faceva ritorno a Roma da Colonia, è stato tra i primi a
ricevere il libro che qui molto sinteticamente si presenta.
Paul
Badde ha reso uno straordinario contributo alla divulgazione del
Volto Santo nel mondo, senza dimenticare che grazie a lui il Papa
Benedetto XVI, ha piena conoscenza del Volto Santo.
Antonio
Bini