LA VERONICA
Articolo pubblicato sul sito ufficiale del Vaticano
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Frontespizio del Libro originale di Grimaldi

Frontespizio libro di Grimaldi copia di Speroni
Giacomo Grimaldi Opusculum de sacrosancto veronicae Sudario et Lancea in Vaticana Basilica maxima veneratione asservatis... 1635 Cartaceo, mm 270 x 205; cc. 1-347
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Arch. Cap. S. Pietro H 70
In occasione del giubileo del 1350 tre nobili veneziani, Nicolò Valentini "de contrada Sancte Marie Formose de Venetiis'; ser Bandino de Guarzonibus e Franceschinus in Glostro, offrirono al capitolo della basilica di San Pietro, per la speciale devozione che essi portavano verso il sacrosanto sudario del volto di Cristo, una "pulcherrimam et myrabilem tabulam de Chrystallo, pulchris laminis argenti deaurati" per custodire la venerata reliquia.
La cornice, mirabile lavoro di arte veneziana, è attualmente conservata nel Museo del Tesoro della basilica, dopo essere stata utilizzata almeno sino al Cinquecento. Agli inizi del secolo XVII il cristallo, secondo quando testimonia Giacomo Grimaldi, era già lesionato ‘per incuria dei custodi’; o forse danneggiato nelle convulse vicende del Sacco di Roma, quando la Veronica, secondo quanto scrisse un testimone alla duchessa di Urbino, sarebbe stata oltraggiata, e addirittura distrutta, dalle orde dei Lanzichenecchi; cosa però smentita dallo stesso Grimaldi.
La teca è costituita da una cornice di legno, già rivestita di una lamina d'argento dorata e decorata: sul dorso era arricchita da una serie di piccoli busti intagliati e dipinti, protetti da piccole lastre di cristallo di rocca, così come si osserva nel trittico di Alba Fucense (Omaggio a San Marco 1995). Sono conservati soltanto nove medaglioni superstiti, riconoscibili, in mancanza delle scritte che dovevano accompagnarli, dall'iconografia tradizionale: così si riconoscono gli apostoli Pietro e Paolo, la Vergine orante, San Bartolomeo e due santi martiri.
Questa cornice, già ampiamente descritta da Grimaldi nel suo Opusculum de Sacrosancto Veronicae Sudario... (cat. IV 63) venne utilizzata quale protezione della reliquia per almeno due secoli, quando venne sostituita da un altro prezioso manufatto decorato agli angoli da tre crescenti, forse riferimento allo stemma nobiliare del pontefice Pio II Piccolomini, restaurato nei primi anni del Seicento per iniziativa del canonico Strozza.
Anche questa cornice venne sostituita nel Seicento da un'altra preziosa custodia, realizzata dall'orafo Carlo Spagna, su iniziativa del cardinale Francesco Barberini, e ancor oggi esistente (Montagu 1993). È da notare che la cornice trecentesca si presenta di forma quadrata, mentre l'attuale è rettangolare. Anche le misure sono assai diverse: è una prova convincente, per chi ritiene che la Veronica originale sia andata perduta durante il Sacco del 1527 e sostituita con un'altra immagine, probabilmente esemplata sulla Sindone (Morello in corso di stampa).
Il padre Pfeiffer ha avanzato l'ipotesi che la Veronica originale sia da riconoscere nel Volto Santo di Manopello, ma su questa ipotesi non vi è concordanza tra gli studiosi.