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Sito del Volto santo di Manoppello
• DETTAGLIO APPROFONDIMENTI
Titolo   

“Il Volto Santo di Manoppello”.Cento anni del periodico (1906-2 006)
di Fabrizio Tricca :



Il principale fondatore del Periodico “Il Volto Santo di Manoppello fu il cappuccino padre Francesco da Collarmele il quale il 18 ottobre 1905, dietro vivaci ed insistenti preghiere dei suoi superiori, fu inviato in qualità di Rettore nel Santuario del Volto Santo di Manoppello. Giunto in questo luogo santo, dove il Sacro Volto di Gesù ha eretto il suo Trono di grazia immensa, di celesti favori e di benedizione, mirò ad un santo ideale: l’espansione della conoscenza e devozione dell’Augusto Volto di Gesù, e l’erezione consecutiva di un Tempio monumentale con altre opere di cristiana beneficenza. Il grande cappuccino sentiva nel suo cuore una forza sovrumana, una forza che anima¬va tutto il suo spirito, che gli faceva affrontare senza paura ogni ostacolo, ogni difficoltà, con l’unica estrema con¬solazione, cioè pensare che un giorno potesse riuscire nell’intento di portare questo Santuario a quell’altezza che merita, ed additarlo al mondo, come un inespugnabile baluardo della religione Cattolica Cristiana. Il mezzo più oppor¬tuno a questi suoi nobili ideali gli parve essere la STAMPA, quarto potere, che s’impone con tutta la sua energia, e che giustamente veniva appellata: “La leva più potente della religione, della civiltà e della scienza”. Padre Francesco da Collarmele ed i suoi collaboratori valu¬tarono l’enorme difficoltà dell’impresa di fondare un Periodico Mensile Religioso, vi scorsero i numerevoli peri¬coli, pensarono che molti li avrebbero contrariati, derisi, scherniti, ma sempre quella forza arcana li spinse avanti. Il 19 gennaio 1906 fu di somma letizia di tutta la cittadinanza di Manoppello, quando vide la luce il primo numero del Periodico “Il Volto Santo di Manoppello”; non mancarono, però cri¬tiche da parte di quelle poche persone che andavano scoraggiando i cittadini buttando sentenze e auspicavano che il Periodico sarebbe morto nel nascere. Il Periodico fu così composto: Direttore Onorario: Padre Bernardino da Monticchio O.F.M. Cappuccini Direttore ed Amministratore: Padre Francesco da Collarmele Gerente Responsabile: Angelo Maria Di Cecco Tipografia: Chieti di Giustino Ricci Lo scopo che si proponevano i fondato¬ri del Periodico “Il Volto Santo di Manoppello”, era questo: mostrare in forma accessibile a tutti, chi sia Gesù Cristo, la cui santa Religione, derisa dalla traviata società, è stata in ogni tempo l’anima del popolo abruzzese; in secondo luogo far conoscere la storia della mirabile Effigie del Volto Santo di Gesù, che Manoppello possiede fin dal 1506. Il direttore a brevi tratti presenta al lettore lo stato attuale delle cose rela¬tive alla Religione ed alla Famiglia; poi si pone delle domande e va alla ricerca delle soluzioni da adoperare per guari¬re la società. La seconda parte del Periodico è un riassunto storico del Volto Santo, ne fa un’esatta descrizione, ne accenna per sommi capi le meravi¬glie e rivolge un invito a tutti i cattolici a non tirarsi indietro invocando su di loro le infinite benedizioni del Santo Volto. Quello di Manoppello era il primo Periodico Francescano abruzzese; le adesioni ad essa vennero da ogni parte d’Italia: erano Principi, Baroni, Marchesi, alti funzionari, ecc.mi prelati, persone pie e devote che quasi sembra¬vano facessero a gara per aderire all’o¬pera santa. L’abbonamento era di 2 lire annue, e il primo anno aderirono circa 6000 perso¬ne. Vista la grande adesione di popolo da tutta Italia, il cappuccino spinse affinché il Periodico avesse una propria tipografia e fu così che nel novembre del 1906 ci fu la nascita della Tipografia del Santuario diretta dal signor Armando Di Fabio il quale già da tempo si occupava insieme al padre “ditta Antonio Di Fabio & Figlio” di ese¬guire cartoline e ricordini sul Volto Santo di Manoppello. La ditta acquistò una Macchina Tipografica a Coulisses “sistema Alauzet” con funzionamento a mano e a vapore, capace di sbrigare qualunque lavoro, sotto l’oculata vigi¬lanza del direttore; questa macchina fu fornita dalla rinomata ditta di Milano “Gelmi, Schuler & C”. Nel mese di dicembre 1907 la Tipografia si accresce di nuovi operai, si arricchisce di altri caratteri della ditta Nebiolo e Compagni, e si appresta a stampare una grande opera a livello internazionale “Cristo e il papato” del padre Bernardino da Monticchio. Questa Tipografia sorse all’improvviso, per lo strenuo volere di un caro giovane, e con l’aiuto indispensabile di Dio; le comin¬ciarono a pervenire subito i lavori da ogni parte, senza che si fosse fatto alcun annunzio preventivo; essa non ebbe un istante di tregua e il giovane fervente cattolico volle che lo stabilimento tipo¬grafico fosse benedetto prima della stampa della grande opera. A questa festa, chiamata la festa del lavoro, il direttore volle dare una impronta pubblica, affinché in tutti rimanesse memorabile quel giorno, che segnava per Manoppello una nuova era. E difatti, quando i due grossi volu¬mi di 1200 pagine complessive presero a viaggiare nel mondo, essa richiamò l’at¬tenzione sulla Tipografia e sul Volto Santo di Manoppello. Il 12 dicembre 1907 fu diretto a tutti gli abbonati al Periodico “Il Volto Santo di Manoppello” , un invito generale ad assistere alla festa, con la quale la Tipografia erigeva a suo motto: LABOR ET FIDES. Il fatidico accento sprigionatosi dalle colonne del “Volto Santo” si diffuse pro¬digiosamente in tutti i popoli, varcò i confini dell’Abruzzo, penetrò nella vita giornalistica delle città d’Italia, tra le quali vanno giustamente ricordate: Roma, Napoli, Bari, Foggia, Viterbo, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria, Cosenza, Ancona, Pesaro, Macerata, Bologna, Firenze, Ferrara, Milano, Torino, Venezia, Vicenza, Ascoli Piceno. Molti tra eminentissimi Cardinali, eccellentissimi Vescovi, molto rev.di Parroci e Sacerdoti lessero il Periodico, giornale sinceramente cat¬tolico, e destinato unicamente ad illu¬strare questo Santuario. Tra le gentili lettrici del Periodico va annoverata S. M. la Regina Madre, Margherita di Savoia, la quale ne riceveva 10 copie mensili. Penetrò perfino in Vaticano, andò nelle mani del Pontefice regnante dell’epoca, Pio X, il quale, in data 26 gennaio 1909, a mezzo dell’Em.mo Card. Segretario di Stato, si benignava impartire al Periodico, al Direttore e ai suoi collaboratori, una speciale Apostolica Benedizione. SEGRETERIA DI STATO DI SUA SANTITA’ PIO X N. 35, 157 Dal Vaticano 26 Gennaio 1909 Ben volentieri adempio il venerato inca¬rico, affidatomi dal Santo Padre di rin¬graziare V. R. del filiale e devoto omag¬gio fatto alla medesima Santità Sua con l’invio del Periodico “Il Volto Santo” che si pubblica sotto la direzione della stessa R. V. Sua Santità fa voti perché il suddetto Periodico prosperi e diffonda sempre più accrescendo la cristiana pietà e la devozione al Volto Santo; e a tal fine imparte ben di cuore l’implorata Apostolica Benedizione. Con sensi di vera stima mi confermo di V. Padre AFF.mo per servirla R. Card. Merry del Vai In questi anni il lavoro svolto dal Periodico fu notevole e fece conoscere e apprezzare le meraviglie del Santuario. Molti personaggi, venuti da lontane regioni in Abruzzo, sentirono il bisogno di visitare il Santuario, da cui ripartiro¬no preda a stupore ed a commozione, per aver ammirato il prodigioso Velo che qui si conserva da molti secoli. Intanto il Direttore della Tipografia del Volto Santo, impavido di fronte a mille ostacoli, che seppe superare, cammi¬nando di trionfo in trionfo, in meno di quattro anni di vita dava alla sua Tipografia tutta l’impronta di “una Tipografia di Capitale”, tanto che venne appellata da uomini eminenti: “La prima Tipografia degli Abruzzi”. Ed il nome di Armando Di Fabio risuonò nelle Accademie, nelle Università, nei Circoli letterari e scientifici, risuonò come una vera benedizione dell’Arte Grafica. Nel 1911 la Tipografia eleva il numero dei suoi dipendenti a 50 operai, il nume¬ro delle macchine a 18, la quantità dei suoi caratteri a parecchie centinaia di quintali, si trasferì a Roma, in Villa Borghese, nei locali dell’Istituto Internazionale dell’Agricoltura, conces¬si gratis dietro contratto, che non aveva limite di tempo, di parecchie centinaia di migliaia di lire annue concluse tra il Direttore e proprietario Armando Di Fabio e Sua Eccellenza Ill.mo On. Marchese Raffaele Cappelli vice presi¬dente della Camera dei Deputati, presi¬dente del detto istituto, già Ministro degli Affari Esteri presso la Corte di Berlino. Nel 1912 il Periodico ebbe un brusco declino: molti degli abbonati non versarono più le loro quote di abbo¬namento e mancarono risorse per pro¬seguire, dopo che il povero cappuccino aveva sperperato anche i fondi della propria famiglia pur di mantenere viva la sua opera pia; ancor più rimase solo e abbandonato da tutti e sacrificava intere notti del rigido inverno, senza tralascia¬re gli alti doverosi uffizi del sacerdozio, specie della predicazione, che lo teneva fuori dal convento quasi la metà del¬l’anno. Negli anni successivi arrivarono diversi Rettori al Santuario del Volto Santo e il Periodico fu pubblicato spora¬dicamente a causa soprattutto di due conflitti mondiali. Ma il Volto Santo di Gesù non rese vane l’opera iniziata da padre Francesco e fece arrivare, nel 1954, nel Santuario un nuovo Rettore Padre Fedele da Vasto che riprese salda¬mente in mano il Periodico. Sotto la sua guida il “giornalino” francescano tornò ai suoi primi splendori con l’aiuto del curato del paese, di tutta la Provincia cappuccina e iniziarono le pubblicazio¬ni trimestrali. La sua aspirazione era sempre quella di far conoscere il più possibile il grande Tesoro che Manoppello possiede e l’abbellimento del Santuario con la costruzione di una nuova facciata e di una “Casa del Pellegrino”, riservato ad accogliere tutti quei fedeli che ogni anno si recavano a visitare il Santuario. Gli abbonamenti al Periodico aumentarono sensibilmente e la tipografia G. Ubaldi di Chieti dovette aumentare la propria tiratura e le offer¬te, tramite conto corrente da poco atti¬vato, crebbero specialmente da quei molti emigranti abruzzesi che diversi motivi dovettero abbandonare la terra natia per recarsi all’estero; fu così che il Periodico passa le frontiere nazionali fino a spingersi oltre oceano. Con buona parte dei fondi raccolti dal Periodico “ALBO D’ORO “ fino al 1959 furono adoperate per la realizzazione di diver¬se opere: nuove campane del Santuario, abbellimento cappella laterale, nuove navate e inizio della costruzione della “Casa del Pellegrino”. Non da meno fu il suo successore a Rettore del Santuario del Volto Santo di Manoppello il padre Gaudenzio da Montenero (1960), più pratico che teori¬co. Con questo cappuccino il Periodico divenne semestrale e cambiò di fisiono¬mia dato che alla sua compilazione se ne occuparono più persone: esso diven¬ne quasi esclusivamente proiettato alla religione Cattolica in generale (vita Vaticana e al Papa) tralasciando spesso di elencare le meraviglie della Sacra Effigie del Volto Santo. Nonostante ciò il Periodico (o Bollettino) mantenne sem¬pre parecchie migliaia di abbonati che rispondevano generosi (specialmente i molti emigranti abruzzesi) alle richieste di fondi per l’ingrandimento e l’abbelli¬mento del Santuario. Sembrava che sta¬volta il cappuccino avesse osato troppo con il suo progetto di portare a termine la “Casa del Pellegrino”, ma la sua tena¬cia e il suo spirito combattivo lo spinse ben oltre. Il frate capì che per realizzare i suoi pro¬getti non gli sarebbero bastati le offerte provenienti dal Bollettino e così intra¬prese la strada (da uomo coraggioso e tutto di un pezzo che era) di andare a bussare alle Istituzioni, alla Politica, a chiunque potesse aiutarlo in questo pio progetto. Morì a Manoppello nel 1974 vedendo realizzati quasi tutto di ciò che si era prefisso a lode e a gloria del Volto Santo: allungamento Santuario, nuova facciata, Casa del Pellegrino e tantissi¬me altre opere che per menzionarle occorrerebbe molto spazio. Dal 1975 ad oggi sono stati molti i cap¬puccini che si sono susseguiti dando lustro al nostro Santuario e proseguen¬do l’opera del Periodico iniziata da padre Francesco: padre Clemente da Pretoro, padre Guglielmo Alimonti, padre Luciano Antonelli, padre Pietro De Guglielmo, padre Celestino Di Giovanni, padre Carmelo Sciore, padre Riccardo Di Prinzio, padre Ignazio Scurti, padre Innocenzo Molinari, padre Germano Di Pietro e gli attuali padre Carmine Cucinelli, padre Lino Pupatti, e padre Emilio Cucchiella. Il Periodico è diventato anche tecnico-scientifico dato che negli ultimi decenni il Volto Santo di Manoppello e oggetto di numerosi studi che hanno accertato che esso è perfettamente sovrapponibile alla Sindone di Torino; che esso non ènient’altro che la Veronica romana cre¬duta smarrita; il volto di Manoppello è, insieme a quello della Sindone, il più importante modello per le raffigurazio¬ni di Cristo in Oriente e in Occidente cristiano. Tuttora sono migliaia le famiglie che ricevono il Periodico del Volto Santo di Manoppello, a colori dal 1999.>



 
 
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