INIZIO DELL'ANNO GIUBILARE PER IL 5° CENTENARIO DEL VOLTO SANTO
MANOPPELLO, 23.12.05
Omelia di Mons. Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti - Vasto
Ringrazio il Signore per la grande gioia che dona alla nostra Diocesi di Chieti-Vasto con questo anno giubilare straordinario in occasione del quinto centenario dell'arrivo a Manoppello dell'icona del Volto Santo. Grazie anche al Santo Padre per aver concesso l'indulgenza plenaria ai pellegrini che vi verranno in spirito di conversione, di amore a Cristo eucaristia e alla Chiesa, di attenzione ai poveri. Già un secolo fa, nel 1906, ci fu analoga concessione dell'indulgenza da parte del Papa. Oggi accogliamo questo dono specialissimo della Chiesa, arricchiti anche dalla nuova consapevolezza che gli studi storici e iconografici ci hanno dato, facendoci avvertire quanto prezioso è il dono che abbiamo nella nostra Diocesi della presenza di questo velo del Volto del Signore. Gli studi dei carissimi Padre Pfeiffer e Suor Blandina ci consentono di attestare, insieme a tante altre ricerche, che siamo davanti a un'immagine che ha offerto il canone della raffigurazione del Volto di Cristo su cui si basano tutte le icone orientali del Salvatore, a cominciare dalla più antica a noi pervenuta, quella custodita nel monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai. A nome di tutti e a nome della nostra Chiesa di Chieti-Vasto ringrazio, dunque, Padre Pfeiffer e Suor Blandina.
La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci presenta anzitutto il tema dell'attesa di Dio e del desiderio del Signore che viene: "Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti" (Malachia 3,1). Il cuore dei credenti, il cuore dei poveri, il cuore della Chiesa ha udito la voce del Dio vivente, ha avvertito il profumo della Sua presenza. Il Dio vivente non è un Dio che resta separato, straniero, chiuso nel suo silenzio, della sua solitudine, ma un Dio che ci raggiunge, ci tocca e ci trasforma, è un Dio che è venuto a noi nel Messia, Gesu. Ecco la novità del Dio biblico, ecco la novità del Dio cristiano, un Dio che ha voluto avere un volto, il volto di Gesù ed è a questo Dio che devono corrispondere il desiderio e l’attesa del cuore.
Se Dio viene, all’avvento di Dio non può rispondere la freddezza, la staticità di un cuore che nulla fa per accoglierlo, per desiderarlo. È urgente l’invocazione del salmista: “Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto”. In ebraico, la lingua dell’Antico Testamento, volto si dice con una parola plurale, “panim”, come a dire che il volto è a ogni istante nuovo e diverso e la ricerca del volto dell’Amato deve essere perciò ogni istante nuova e diversa. Perciò, il cuore deve instancabilmente cercare il Volto desiderato, nascosto e rivelato del suo Dio. Dall’incontro col Dio che viene, dalla rivelazione del Suo Volto nel Verbo fatto carne, si sprigiona il mistero della grazia, dono offerto e ricevuto nell’amore. È quanto esprime il nome di Giovanni: secondo quanto ci dice il Vangelo di oggi, Zaccaria indica questo nome per suo Figlio perché sarà lui la soglia che prepara ormai la piena rivelazione di Dio. Giovanni, “Johachanan”, vuol dire appunto “Dio fa grazia”. Il Battista è tutto un annuncio di questo dono atteso nei secoli: il volto nascosto, il volto cercato, il volto amato è offerto a noi. Questa è la grazia, questa è la bellezza, questa è la gioia: come quando ad un innamorato si dice: “Ecco il volto della persona amata”; il suo cuore è qui ormai per te. È questa la gioia che Giovanni Battista è venuto a testimoniare, ad indicare: “Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. È questa parola che ritorna sulle labbra del Battista. “Ecco” dice una visione. “Ecco” è un dito puntato, uno sguardo, che indica un Volto, quasi un sigillo di amore.
Nel Medio Evo chi andava pellegrino a Roma vi andava anche per realizzare l’incontro indicato dal Battista, per vedere la Veronica, cioè il velo del volto di Cristo conservato nella Basilica vaticana, testimone della Presenza desiderata, cercata. Alcuni studiosi ritengono che il Volto Santo di Manoppello è il velo che un tempo era lì, nella Basilica cuore della cristianità. Se questa indicazione non è da escludere, anzi può essere verosimile, va ribadito che noi veniamo pellegrini in questo luogo soprattutto per dire il nostro amore a Colui che è la rivelazione dell’eterno l’amore, per lasciarci contemplare e amare dall’infinita misericordia di cui il Suo Volto, segnato dal dolore e insieme vittorioso, debole e insieme forte, è il segno per la fede. Possa il Signore Gesù, il cui volto noi sempre di nuovo cerchiamo, e che sempre di nuovo scopriamo nella fede della Chiesa, nella grazia dei sacramenti, nei gesti della carità, parlare a tutti noi e a tutti quelli che verranno in pellegrinaggio in questo luogo santo per contemplare il Volto dell’Amato, per lasciarsi contemplare da quel Volto, per diventare nella storia testimoni umili e riflesso trasparente del Volto Santo di Dio.
Signore Gesù,
Tu che sei il volto dell’eterno amore,
Tu che hai voluto guardarci con occhi nuovi,
parlarci con labbra nuove,
ascoltarci con orecchie nuove,
Tu che hai voluto effondere lo Spirito Santo
come profumo della Tua grazia e della Tua bellezza
nei nostri cuori e nell’universo intero,
Tu che hai voluto toccarci per essere toccato da noi,
e Ti sei fatto gustare nel pane della vita,
parla ancora al nostro cuore,
inondalo, e fa’ che l’incontro con Te
in questo luogo santo,
custode del velo nel quale i fedeli venerano
il Tuo Volto di infinita misericordia,
possa essere per tutti quelli che vi giungeranno pellegrini
durante questo anno santo,
il nuovo inizio della storia di salvezza e di amore
a cui chiami i nostri cuori...
E Maria, che contemplò il Tuo volto per prima
e lo baciò con tenerezza di Madre,
Lei che seguì l’evolversi del Tuo volto,
e lo vide chiudere gli occhi sulle braccia della croce,
Lei che lo contemplò risorto
e ora lo contempla nella gloria,
ci aiuti ad essere quelli che cercano nella verità,
che incontrano nella grazia della santa madre Chiesa,
che riconoscono nei sacramenti, nella carità e nella fede
il tuo Volto di Salvatore,
rivelazione dell’infinito amore.
Amen!